mara mayer chellini

nata nel 1966, vive e lavora ad Alessandria.

Da sempre interessata alla natura e alle persone, nel 1994 sceglie la fotografia come strumento divulgatore di sensazioni e di realtà socio-politiche e ambientali. Diventa professionista nel 1997.

Il suo percorso formativo è articolato su due filoni:

- il reportage mediante corsi tenuti da Mario De Biasi, Francesco Zizola, Enrico Bossan;

- la ritrattistica con Angelo Lanza.

A questo ha aggiunto un corso avanzato di evoluzione del sistema polaroid, tenuto da Maurizio Galimberti, perché la fotografia può essere anche divertimento e fantasia.

Girando per il mondo ha realizzato reportage su Patagonia, Madagascar, Sri Lanka, Marocco, Lisbona, Kurdistan, Grecia, metropolitana di Parigi, Cuba ( mostra fotografica ospitata nell’edizione 1999 del “Toscana fotofestival” e al “Diavolo Rosso” di Asti ). I suoi ritratti, di cui Mario De Biasi è stato critico entusiasta, spaziano dai visi degli operai della Montedison a quelli di personalità come Enrico Colombotto Rosso, Gregorio Fuentes, Ugo Nespolo, Mimmo Candito, Giorgio Conte, Moni Ovadia.

La sua attenzione però non si limita all’indagine dei volti di casa nostra, è anche rivolta alle realtà dei popoli negati: nel 2004 ha realizzato il libro fotografico “Kurdistan nel cuore” e ha in preparazione un lavoro sulla “condizione di profugo”.

In collaborazione con l’ICS di Alessandria ha realizzato una mostra per sostenere il “progetto Miranda” relativo all’omonimo ospedale infantile di Santa Clara a Cuba. Con il professore Maurizio Nava, direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’ Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, sta realizzando il progetto “100 uomini per un seno d’amare”. Il lavoro è composto da una mostra fotografica, con relativo catalogo,che racconta dell’universo maschile. Questa iniziativa è finalizzata a raccogliere fondi per un progetto mirato a migliorare la qualità della vita per le donne operate di tumore al seno.

Dal 2003 collabora con il Focsiv di Roma e con l’associazione Melagrana onlus di Caserta.

Per un anno (1997-98) ha curato la rubrica fotografica “Alessandrini” sul trisettimanale “ il Piccolo”. Dal 2000 fa parte del direttivo della “Biennale di poesia” di Alessandria e nel 2003 ha curato la mostra fotografica di Fabiola Faidiga “Le madri al mare”.

Ha partecipato alle esposizioni collettive “Immagini di Alessandria” (1997), “Secret vices”, ritratti di Enrico Colombotto Rosso, successivamente raccolti in volume (2000), “Cromosoma X” mostra itinerante di fotografe italiane e straniere a confronto, prima presso la galleria d’arte contemporanea Sabrina Raffaghello (dicembre 2004 ) poi , nell’aprile 2005, al Centro Nazionale di Fotografia di Padova. A Marzo del 2005 ha preso parte alla mostra collettiva “Ecce Homo” nel Castello di San Pietro in Cerro (PC), con gruppo d’artisti , tra cui va annoverato Joseph Beuys, uno tra i più emblematici e significativi personaggi dell’arte mondiale del secondo dopoguerra. Con il pittore Bruno Cassaglia è stata coautrice di “Fotografia e pittura: arti intersecanti?” (2002), con il performer Angelo Pelizza, il ligth designer Gabriel Rapetti e la ballerina Carla Pochettino della mostra itinerante “Guarda, rifletti”, presentato al Palazzo Ducale di Revere (2003). Da questo lavoro è nato un video con la regia di Fabio Ilacqua. La collaborazione con Angelo Pelizza prosegue con “Il volo giallo” (2004), in cui performance e fotografia si fondono in una sorta di simbiosi: questo lavoro viene presentato ad Albissola nello studio che negli anni ‘50/60 fu atelier di Lucio Fontana, e presso la fondazione italiana della fotografia di Torino ( dicembre 2004). Recensito positivamente dal critico torinese Janus è Khwar, lavoro in cui “la fotografia è azione e l’azione è fotografia”.

Presso la Maison Musique di Rivoli (TO), nel febbraio del 2005 ha presentato “Una storia senza fine”, lavoro poliedrico con Giorgio Conte, Angelo Pelizza, Carla Pochettino e Gabriel Rapetti.

“Uomo: spirito et materia” è un percorso fotografico attraverso l’universo maschile, che cerca di far emergere il vero “io” delle persone ritratte. Questo lavoro è stato presentato ad aprile 2005 nella galleria d’arte contemporanea Sabrina Raffaghello e recensito positivamente dalla psicologa e terapeuta Gianna Schelotto.

A maggio del 2006, in occasione del 60° anniversario del suffragio universale presenterà, su commissione della provincia di Alessandria, la mostra “ Donne: diritti doveri”, curata da Sabrina Raffaghello.

il lavoro che si basa su una serie di ritratti, ha lo scopo di far riflettere sull’importanza dell’acquisizione del diritto al voto e sul dovere di aiutare chi ancora non l’ha raggiunto.

Donna

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