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Ho conosciuto , e approfondito il libro d’artista e libro oggetto
con la frequentazione della Galleria Il Gabbiano della Spezia,
dove l’aria è sempre “impregnata” di Fluxus…(anche in senso più ampio).
Da allora il libro d’artista è diventato un punto di riferimento
per il mio lavoro poetico –visivo; ho capito che il libro, per antonomasia
contenitore di cultura ,possedeva una forza simbolica capace di evocare
e trasferire sul libro d’artista e libro oggetto tutta una serie di poetiche:
ci sono libri chiusi che negano il loro contenuto palesandone
altri più profondi, libri vuoti ,che apparentemente non possiedono contenuti…
e libri installati su parete in forma di lettere: in questo caso il libro oggetto
diventa “inchiostro” per nuova scrittura… insomma un vero cortocircuito
di significati-significanti.
Fra i tanti libri d’artista rimasti impressi nella mia memoria, ne citerò solo alcuni fra i più recenti che meglio riesco a sintetizzare : uno fatto di banconote di Lamberto Pignotti,un altro creato con pizzo bianco di Takako Saito, il “Manuale” di Mirella Bentivoglio (con le sue mani fotocopiate)… e ancora il libro di marmo della stessa autrice, e uno( davvero intrigante ) in trappola
di Berty Skuber…e ancora un “libro-casa” di Chiara Diamantini dal titolo :
“ Tu entrerai, come avvenire…
ma vorrei finire l’elenco con un libro che ho nel cuore oltre che nella memoria, di un artista ( e caro amico) che da poco ci ha lasciato:Mauro Manfredi…
è un libro aperto che suggerisce l’idea di un campo avendo sulle pagine dei piccoli rotoli di parole( covoni di fieno ) e il titolo che svela e rafforza
il contenuto è appunto “La fienagione delle parole”.
Per farvi capire quanto io creda in queste “contaminazioni” dirò che condivido pienamente codesta citazione di Lamberto Pignotti :
“…Bene o male la pittura sta qui…Più o meno la letteratura si trova lì…
Sono luoghi concepiti istituzionalmente per chi vuol sentirsi protetto
da una cornice ben delineata, compreso all’interno di un discorso
ben circoscritto. Va precisato che una simile osservazione
vale essenzialmente quando si riflette sulle cronache artistiche in corso che
vedono pittori e scrittori navigare di preferenza in piscina anziché in
mare aperto.”
Di questa mostra mail-art non mi sento autorizzato a giudicarne la qualità artistica perché troppo emotivamente coinvolto,(lascio questo giudizio al fruitore), posso solo dire che nonostante I tanti ricordi sopra citati ,
gli artisti partecipanti sono riusciti ancora una volta a stupirmi per la varietà
di invenzioni e contenuti, e spero possano giungere con la stessa forza
( cosa non sempre facile nell’arte contemporanea) ad un pubblico sempre più vasto e ricettivo.
Bruno Cassaglia
Arauz Nelly ARGENTINA Padin Clemente URUGUAY.